Storia del vino
Come il vino si diffuse ad Appiano. Breve storia dello sviluppo delle viti nel comune dell’Oltradige.
Il vino, già in tempi antichi era molto amato. Ben 8000 anni fa il primo vino è stato bevuto. Ritrovamenti di antichissimi semi d’uva testimoniano come la vite abbia trovato da queste parti le condizioni di sviluppo ideali. Ed ancora oggi il vino è molto amato. L’Oltradige oggi per molti è un sinonimo di tradizione vinicola dell’Alto Adige.
Le condizioni per una buona crescita della pianta e della frutta sono presenti. Il clima mite del sud, come anche la protezione naturale delle montagne dai venti freddi del nord e la terra fertile sono le condizioni ideali.
L’Alto Adige è una delle regioni vitivinicole piú antiche, ed inoltre anche più ristrette di tutta l’Europa. Nelle vicinanze di Appiano sono stati trovati semi d’Uva e contenitori per la produzione di vino, che testimoniano la viticoltura ben 5 millenni avanti Cristo,
Documentazioni storiche testimoniano che il popolo degli Illiri, nel 1° millennio avanti Cristo, hanno portato la vite nell’Alta Val d’Adige. I romani poi, quando giunsero nella regione, trovarono un’enologia avanzata a tal punto che il vino veniva conservato in botti di legno,non più in recipienti di terracotta.
Nel Medioevo, soprattutto i monasteri, conventi ed i monaci Benedettini e Domenicani producevano il loro buon vino e grazie a loro, questo sopravvisse questo tempo. E proprio in quest’epoca, il vino assunse grande importanza nella regione.
Nel 19esimo secolo le malattie dell’oidio e del seccume delle foglie vennero “importate” dall’America. Verso la fine di questo secolo, anche l’infestazione di fillossera della vite si sparse. E non c’è da meravigliarsi che in questo periodo la viticoltura passò il suo tempo più duro e la superficie dedicata alla coltivazione si ridusse drasticamente.
La 2. Guerra Mondiale portò con se un’altra fase difficile per il vino, la vendita del vino crollò. Fù così che alcuni contadini cercarono con l’esportazione dei loro vini, di dare una svolta giusta. Soprattutto la Schiava (Vernatsch), il quale era amato e conosciuto anche oltre i confini, si vendeva bene e portava buoni ricavati. Ed ancora oggi la Schiava viene coltivata lungo la Strada del vino in grandi quantità.
Dopo gli anni ‘90, i contadini e le cantine sociali si concentrarono più sulla qualità del vino, invece che sulla quantità di produzione. Diversi tipi di vino vennero coltivati. Oggi, 3 millennio dopo Cristo, oltre 5.000 ettari della regione sono dedicata alla coltivazione di viti, dei quali ben 1.100 ettari si trovano nel comune di Appiano. L’Oltradige quindi, rappresenta l’area vinicola più grande dell’Alto Adige.

